I nuovi Vampiri descritti da Twilight e True Blood non mi piacciono


Non mi piace affatto l’immagine del vampiro moderno dipinta dalla letteratura odierna, dalle ultime serie televisive e dal cinema. Ho avuto modo di vedere True Blood e Twilight e devo dire che i vampiri ivi rappresentati sono mosci, sdentati, troppo sentimentali, indecisi e non incutono paura. Questi vampiri farebbero rigirare nella tomba il Conte Dracula.

Attenzione, per chi non avesse seguito la serie o visto il film, nel parlarne potrebbero scapparmi delle anticipazioni (spoiler), quindi leggete a vostro rischio e pericolo.

La serie televisiva True Blood si basata sui romanzi Southern Vampires della scrittrice Charlaine Harris e narra della coesistenza tra vampiri ed umani nella società odierna. Molti vampiri hanno scelto di smettere di nutrirsi di sangue umano sostituendolo con del sangue chimico: il True Blood per l’appunto. La serie racconta di questa coesistenza “pacifica” in una piccola cittadina della Luisiana (Bon Temps) dove vive Sookie Stackhouse (cameriera telepatica), suo fratello Jason ed il vampiro Bill Compton di cui si innamora Sookie. Senza addentrarmi troppo nella storia, l’immagine del vampiro che ne esce è qualla di un essere che appartiene ad una razza inferiore, discriminato, per lo più impaurito e gli uomini non li temono affatto, almeno non di più di un loro simile violento. Il vampiro è dotato di canini retrattili (orrore!) e li mostra quasi solo per minaccia. Bill, il vampiro di cui si innamora Sookie è un vero imbranato, sottomesso a qualsiasi altro vampiro, anche più giovane di lui e non riesce nemmeno a salvare la sua amata nelle varie occasioni che gli si presentano. Mi pare quasi impossibile che sia potuto sopravvivere tanti anni per giungere ai giorni nostri.

Ma la vera distruzione del personaggio del vampiro la si vede nel film Twilight. Primo di una serie di film che trae ispirazione dai romanzi della scritttrice Stephenie Meyer (che sarà anche protagonista di un fumetto), racconta le avventure di Isabella Swan, un’adolescente che si trasferisce da Phoenix a Forks nella penisola di Washington e che si innamora di un vampiro chiamato Edward Cullen. Ho iniziato a ben sperare quando Edward salva Bella (diminutivo del nome Isabella utilizzato nel film) da un suv mentre sta per essere investita. Scena velocissima che mette in mostra la forza del non morto. Poi però vedo questa forza utilizzata per saltare tra gli alberi della foresta come una scimmia e cosa ti scopro, che non hanno nemmeno i canini (ma come si fa dico io? ) e che non temono nemmeno la luce. Semplicemente la evitano perché la loro pella ai raggi del sole si mette a sberluccicare. Ma lo sdegno completo l’ho raggiunto assistendo alla partita di baseball tra vampiri. Loro possono giorcare solo durante i temporali perché… (beh, scopritelo voi o se lo sapete già cercate di ridere).

Insomma, questi vampiri non mi piacciono proprio, perfino il Conte Dakula pare più vero al loro confronto. L’idea di vedere i vampiri in fase di integrazione nella società umana non mi dispiace affatto, come il tentativo di condurre un’”esistenza normale” nei limiti del possibile per un vampiro. Ma la fisionomia del vampiro come le sue abitudini non si possono cambiare così radicalmente. Mi era piaciuta tantissimo l’idea di Ann Rice nel suo Intervista con il Vampiro dove il vampiro Lestat non riesce a stare al passo con i tempi ed impazzisce. La situazione era stata sviluppata in maniera geniale e raccontava tutta la frustrazione di Lestat che non voleva perire ma non riusciva a sopportare tutta quella modernità. Alla fine, l’instito di sopravvivenza lo porterà ad uscire per nutrirsi.

Ho iniziato a leggere di vampiri alle medie con il Conte Dracula di Bram Stoker. La storia mi affascinò tantissimo, tant’é che l’ho letto più volte e da li tutto quello che parlava di vampiri. Ho letto uno dei primissimi racconti vapireschi: Carmilla di Le Fanu, l’ospite di Dracula, il prequel de Il Conte Dracula sempre scritto da Stoker, i libri di Ann Rice e tanti, ma tanti altri (attualmente sto leggendo Il Discepolo di Kostova Elizabeth). Ho anche approfondito la figura del vampiro nelle varie leggende, la storia del personaggio di Vlad Tepes a cui si ispirò Stoker per realizzare il personaggio del Conte. In tutti questi racconti, la figura che emerge e’ quella di un serial killer per natura, come lo è lo squalo bianco. Lui uccide per nutrirsi e fa parte della sua natura. Dal suo può avere un briciolo di consapevolezza che potrebbe tormentarlo, ma non può essere troppo sentimentale, non potrebbe sopravvivere. I Vampiri non possono essere tanti perché la loro formazione assomiglia precchio a quella dei giovani Spartani. Una volta divenuti vampiri si trovano catapultati soli in un mondo nuovo dove è duro sopravvivere e non tutti riescono a farcela. Ma chi ce la fa e “vive” per secoli diviene fortissimo. Quindi mi domando come ci siano riusciti Bill ed Edward.

A mio parere i vampiri moderni sono poco credibili ed hanno perso tutto quel fascino che ancora possiedono i loro antenati.

3 commenti

  1. [...] non apprezzo molto come vengono raffigurati di recente i vampiri e qui ho spiegato il perché, ma questo fumetto è l’ennesima dimostrazione dell’importanza [...]

  2. [...] di True Blood e devo dire che mi è piaciuta più della prima. Finalmente una storia decente sui vampiri e finalmente vampiri con i canini aguzzi e pronti ad [...]

  3. [...] di True Blood e devo dire che mi è piaciuta più della prima. Finalmente una storia decente sui vampiri e finalmente vampiri con i canini aguzzi e pronti ad [...]


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